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La ricarica pubblica: costi, promozioni e vantaggi

Dopo l’articolo di un anno fa sull’effettivo costo della ricarica (sia pubblica che privata), che potete trovare qui, abbiamo preso spunto dai consigli dei nostri lettori e cerchiamo di illustrare chiaramente quanto costa caricare la nostra auto elettrica presso le strutture pubbliche a pagamento, quale provider conviene di più e quando e, soprattutto se ci sono degli abbonamenti per risparmiare sulla ricarica e quali sono le loro condizioni.

Iniziamo col sfatare il primo “credo universale”: tra le tante app in circolazione una NON vale l’altra! Questo perchè tra i vari provider di ricarica ognuno ha le sue condizioni, vediamo quali:

Ricarica a consumo senza abbonamento

In questo paragrafo prendiamo in esame i vari operatori che offrono la ricarica a consumo, cioè quel tipo di ricarica libero, senza obblighi di acquisto e di rinnovo di pacchetti predeterminati.

Questo tipo di utilizzo, solitamente, è quello che costa di più rispetto alle altre modalità ma che può convenire se non si fa un uso abituale o intensivo della ricarica pubblica in quanto libero da costi fissi.

Prendiamo quindi in esame i maggiori operatori del settore: Enel X, Duferco, Nextcharge, EvWay, lasciando poi, per ultimi, in un paragrafo a parte, alcuni tra gli operatori esteri che offrono servizi anche nel nostro paese.

Enel X: il famoso provider nazionale offre, tramite la sua app JuicePass (scaricabile gratuitamente presso l’App store del proprio smartphone) la possibilità di poter ricaricare a tariffa a consumo, a kWh consumato, con delle tariffe distinte per tipologia di ricarica: Quick AC (ricarica in corrente alternata fino a 22 kW), Fast DC (ricarica in corrente continua fino a 50 kW), HPC (ricarica in corrente continua con potenza massima di 350 kW). E’ prevista una tariffa di occupazione se non viene liberata la stazione di ricarica dopo un’ora dal termine della stessa.

Duferco: l’operatore ligure, ormai famoso in tutto il territorio nazionale per le sue offerte in abbonamento, offre anche lui alcune modalità di ricarica a consumo con l’unica limitazione dell’acquisto di pacchetti di plafond di kWh con una scadenza di 12 mesi (seguendo lo schema delle ricariche della telefonia cellulare), il costo rimane unico per qualsiasi struttura AC o DC, ad esclusione delle HPC. E’ l’unico ad offrire, solo sulle sue strutture di ricarica, anche la ricarica spot tramite SMS con addebito diretto sul credito del proprio cellulare.
In ultimo, grazie alle varie convenzioni con alcuni club di proprietari, propone pacchetti di acquisto di kWh a tariffe agevolate rispetto al listino prezzi. Anche questo operatore ha una propria app da poter installare sul proprio smartphone per poter ricaricare e controllare le stazioni di ricarica disponibili. Anche con questo operatore è prevista la tariffa di occupazione al termine della ricarica, al pari di EnelX

Nextcharge è famoso per la sua app, un vero e proprio contenitore di informazioni dove trovare le colonnine sul territorio divise tra gratuite e a pagamento. Alcune di queste possono essere utilizzate tramite il proprio provider per effettuare la ricarica del proprio veicolo tramite il “portafoglio virtuale” (wallet in inglese) che può essere ricaricato come il credito telefonico oppure utilizzato tramite addebito diretto su carta di credito o conto PayPal. Le tariffe non sono fisse e dipendono da colonnina a colonnina ed hanno, solitamente, una tariffa mista, composta da una parte relativa al consumo in kWh ed una parte a tempo, solitamente dipendente dai minuti di utilizzo dell’infrastruttura di ricarica.

EvWay è l’altro grande player del settore, fa parte del network europeo ChargeUp, che si distingue per essere la prima e più importante alleanza tra operatori di servizi di ricarica in Europa condividendo valori come appunto l’interoperabilità attraverso protocolli standard e permette l’utilizzo in tutta Europa con oltre 200.000 colonnine e 200 partner connessi in roaming. Ha una tariffazione “particolare”, utilizzando come riferimento non i kWh ma le “coccinelle”, un sistema di pagamento che comunque è facilmente gestibile in quanto queste coccinelle, alla fine, sono equivalenti a €0,01. Avendo come obiettivo la trasparenza anche qui la tariffa è unica per qualsiasi colonnina di ricarica sul territorio nazionale, indipendentemente dall’operatore primario, cambia solo, come con JuicePass, in base alla potenza di ricarica. L’unica differenza è la tariffa di occupazione che interviene dopo 4 ore dall’inizio della ricarica su una stazione AC (ma che non si applica dalle 22:00 alle 8:00) e dopo 2 ore nelle stazioni di ricarica Fast DC.

I costi nel dettaglio

Per semplificare il confronto delle tariffe dei vari operatori ho pensato di creare due tabelle; una dove vengono messi a paragone i costi previsti per la ricarica di ogni singolo operatore in riferimento alla tipologia di ricarica ed uno dove si mette a confronto il costo di un “pieno” di energia in base alla tipologia di ricarica così da riuscire a capire con più chiarezza il costo effettivo a kWh.

Costo della ricarica in AC (max 22 kW) proposto da ogni operatore:

OperatoreCosto al kWhCosto al MinutoTariffa di Occupazione
Enel X0,40 €0,00 €0,09 € / minuto ***
Duferco0,49 / 0,43 €*0,00 €0,09 € / minuto ***
NextCharge0,38 / 0,72 € **0,01 €non comunicato
EvWay0,40 €0,00 €4 € l’ora (dopo 4 ore)****
* in base al pacchetto di ricarica acquistato
** a seconda dell’operatore di ricarica
*** dalle 07:00 alle 23:00
****dalle 08:00 alle 24:00

Costo della ricarica in DC (max 50 kW) proposto da ogni operatore:

OperatoreCosto al kWhCosto al MinutoTariffa di Occupazione
Enel X0,50 €0,00 €0,18 € / minuto ***
Duferco0,49 / 0,43 €*0,00 €0,18 € / minuto ***
NextCharge0,44 / 0,79 € **0,01 €non comunicato
EvWay0,45 €0,00 €10 € l’ora (dopo 2 ore)***
* in base al pacchetto di ricarica acquistato
** a seconda dell’operatore di ricarica
*** dalle 00:00 alle 24:00

Analizzando queste prime due tabelle riusciamo a comprendere che i due operatori con tariffa chiara e precisa sono EnelX e EvWay, gli altri due hanno variabili che possono influire, e non di poco, sul costo finale della ricarica.
Duferco ha un costo al kWh variabile in quanto i pacchetti di acquisto dei vari plafond di kWh variano da €48,80 x 100 kWh a €170,80 x 400 kWh (IVA inclusa); inoltre ci sono pacchetti promozionali che riescono a far abbattere ancora di più il costo; i Tesla Owners, associati ad uno dei club convenzionati, possono usufruire di una tariffa agevolata pari a €170,80 x 600 kWh portando il costo del singolo kWh pari a €0,29 ma trattandosi di una promozione temporanea e riservata ad un ristretto numero di utenti non ne abbiamo tenuto conto nella tabella.
Nextcharge, dal canto suo a fronte di una tariffa più bassa (se usata in roaming su stazioni EnelX) aggiunge però un costo al minuto che deve essere considerato, soprattutto se la propria auto non riesce a caricare al massimo della potenza prevista dalla stazione di ricarica.

Per riuscire a capire meglio quale sia l’operatore più conveniente bisogna fare qualche calcolo più approfondito, deve essere considerato anche il caricatore di bordo della nostra auto e la potenza massima di ricarica dello stesso oppure la massima potenza di ricarica in DC se vogliamo utilizzare queste stazioni di ricarica.

Per questo abbiamo preso in esame quattro veicoli, differenti per tipologia di batteria in dotazione e caricabatteria di bordo così da riuscire a capire, effettivamente quanto costa un “pieno” per ogni auto e per ogni operatore. Un unico appunto, per evitare costi “nascosti” (vedi curva di ricarica o spese di bilanciamento celle) calcoliamo di arrivare con il 20% di autonomia e di ripartire con il 90% di carica.

Le vetture prese in questione sono:

  • Nissan Leaf 62 kWh (caricatore AC monofase 6 kW – DC Chademo 100 kW)
  • Renault Zoe 50 kWh (caricatore AC trifase 22 kW – DC CCS 50 kW)
  • BMW i3 120 40 kWh (caricatore AC trifase 11 kW – DC CCS 50 kW)
  • Tesla Model 3 LR 75 kWh (caricatore AC trifase 11 kW – DC CCS 250 kW)

Costo di un “pieno” con la ricarica in AC per ogni operatore

AutoKwh caricatiTempo di ricaricaEnelXDufercoNextchargeEvWay
Leaf49 kWh8 h 10′€19,60€21,07/24,01*€23,52**€24,26
Zoe40 kWh2 h€16,00€17,20/19,60*€16,40**€16,00
i332 kWh3 h€12,80€13,76/15,68*€13,96**€12,80
Model 360 kWh5 h 30′€24,00€17,40***€26,10**€30,00
* in base al pacchetto di ricarica acquistato
**usando la tariffa più vantaggiosa
***utilizzando la tariffa riservata ai Tesla Owners in alternativa costi da €25,80 a €29,40*

Costo di un “pieno” con la ricarica in DC (max 50 kW) per ogni operatore

AutoKwh caricatiTempo di ricaricaEnelXDufercoNextchargeEvWay
Leaf49 kWh1 h€24,50€21,07/24,01*€22,16**€22,05
Zoe40 kWh1 h€20,00€17,20/19,60*€18,20**€18,00
i332 kWh40′€16,00€13,76/15,68*€14,48**€14,40
Model 360 kWh1h 15′€30,00€17,40***€27,15**€27,00
* in base al pacchetto di ricarica acquistato
**usando la tariffa più vantaggiosa
***utilizzando la tariffa riservata ai Tesla Owners in alternativa costi da €25,80 a €29,40*

Verificando le due tabelle si iniziano ad avere le idee più chiare su quale sia l’operatore più conveniente. Questo perché in base al veicolo che si possiede e a seconda della struttura di ricarica i costi possono variare e, da come si vede nella tabella, anche non di poco.
Possiamo quindi constatare che, escludendo la promozione di Duferco per i Tesla Owners, per le ricariche in AC, nella formula “pay per use”, senza abbonamenti specifici, usare l’app di EnelX, Juicepass, risulta la modalità più conveniente per ricaricare; invece, se si prediligono le stazioni di ricarica fast, gli altri operatori permettono di risparmiare qualche euro.
Un ultimo appunto: ricordo che, allo stato attuale, gli unici due operatori che consentono di ricaricare senza anticipare nemmeno un euro sono EnelX e Nextcharge, gli altri chiedono di effettuare almeno un minimo di ricarica nel proprio “borsellino”, o wallet per dirla all’inglese, per poter avviare la sessione di ricarica senza incorrere in tariffe di commissioni aggiuntive (e qui invito a leggere sempre le “noiose” condizioni di utilizzo delle varie app).

Gli abbonamenti per la ricarica

Cosa fare allora per poter risparmiare qualcosa alle strutture di ricarica pubbliche?!?
Beh, se si utilizzano spesso queste infrastrutture e non si può caricare a casa o presso il proprio posto di lavoro a tariffe vantaggiose rispetto a quelle della ricarica a consumo si possono sottoscrivere degli abbonamenti di ricarica che, a fronte di un costo fisso mensile, mettono a disposizione dei pacchetti predefiniti di kWh da consumare entro il mese.
Vediamo nel dettaglio quali operatori permettono questa possibilità.

EnelX Juicepass
L’app di EnelX prevede due tariffe in abbonamento con due limiti di kWh disponibili:
Piano Flat Small: a fronte del pagamento mensile di €25 offre 70 kWh con un costo pari a 0,36€/kWh
Piano Flat Large: a fronte del pagamento mensile di €45 offre 145 kWh con un costo pari a 0,31€/kWh
Condizioni di utilizzo: costi IVA inclusa, pagamento mensile con rinnovo automatico, possibilità di ricaricare presso le strutture AC e DC, comprese quelle interoperabili; i kWh non consumati nel mese verranno persi; al raggiungimento della soglia mensile i kWh utilizzati in eccesso saranno tariffati a consumo secondo la struttura utilizzata; il canone mensile include anche il servizio di prenotazione illimitato. L’abbonamento non ha una durata contrattuale predeterminata e si può disdire a piacimento; una volta disdetto non si può rinnovare prima dell’inizio del mese successivo.

Duferco
L’operatore ligure, tramite la sua app D-Mobility, permette di sottoscrivere un abbonamento per la ricarica presso la propria rete e su tutte le colonnine interoperabili in Italia (attualmente EnelX e BeCharge) al costo mensile di €61,00 ottenendo un plafond di 300 kWh consumabili nel mese, pari ad un costo di 0,20€/kWh molto simile alla tariffa domestica. Inoltre i primi 3 mesi (6 mesi se appartenente ad uno dei club di Tesla Owner convenzionati) si ha un’ulteriore promozione essendo il costo mensile pari a €30,50.
Condizioni di utilizzo: costi IVA inclusa, pagamento mensile senza rinnovo automatico, possibilità di ricaricare presso le strutture AC e DC inserite nella mappa sull’app, comprese quelle interoperabili; i kWh non consumati nel mese verranno persi; Se si supera la soglia di 300 kWh mensili, questo superamento soglia comporterà l’addebito di €48,80 per ogni ulteriore slot di 100 kWh, anche non interamente consumato e che si azzera alla fine dello stesso mese.
Il contratto ha durata 24 mesi, rinnovabile secondo le condizioni che verranno comunicate entro 90 giorni dalla scadenza. Il Fornitore si riserva la facoltà di applicare una penale di uscita per gli oneri sostenuti in fase di attivazione: pari ad euro 100 oltre IVA se il recesso viene esercitato entro 12 mesi dall’attivazione, pari ad euro 50 oltre IVA se il recesso viene esercitato tra il 13° e il 24° mese dall’attivazione. A conclusione del rapporto contrattuale, in caso di mancata restituzione della carta, il Fornitore addebiterà il costo dei servizi amministrativi connessi alla disattivazione del contratto pari a 15 € oltre l’IVA.

BeCharge
Il nuovo operatore che sta installando molte colonnine sul territorio nazionale (al momento della redazione di questo articolo vengono comunicati ufficialmente più 4.000 punti installati e poco più di 2.500 già operativi) ha sottoscritto da poco accordi di interoperabilità con i più grandi MSP1 nazionali tra cui Nextcharge, Duferco ed EnelX anche se, tramite l’app proprietaria, attualmente ancora non si possono utilizzare (al contrario è possibile utilizzare le stazioni BeCharge con i suddetti operatori).
Questo operatore, oltre alla tariffa a consumo di 0,45€/kWh per le stazioni AC e 0,50€/kWh per le stazioni DC, permette di sottoscrivere due abbonamenti mensili:
Be Happy50 che, al costo di €21,00 al mese, offre 50kWh, pari a 0,42€/kWh
Be Happy100 che, al costo di €38,00 al mese, offre 100kWh, pari a 0,38€/kWh
Condizioni di utilizzo: costi IVA inclusa, pagamento mensile con rinnovo automatico, possibilità di ricaricare presso le strutture AC e DC inserite nella mappa sull’app , comprese quelle interoperabili; i kWh non consumati nel mese verranno persi; al raggiungimento della soglia mensile i kWh utilizzati in eccesso saranno tariffati a consumo secondo la struttura utilizzata.
L’abbonamento non ha una durata contrattuale predeterminata e si può disdire a piacimento; una volta disdetto non si può rinnovare prima dell’inizio del mese successivo.

Anche qui la scelta è soggettiva, se valutiamo il costo del singolo kWh di energia disponibile Duferco, con la sua offerta “flat” è la scelta più economicamente vantaggiosa da farsi però, a seconda proprio delle esigenze di mobilità che si hanno, se non si sfrutta tutto il plafond oppure si pensa di non utilizzare il contratto continuativamente mese dopo mese, gli obblighi contrattuali prevedono un’esborso di quasi €1.400 in due anni con addebito mensile. L’altra alternativa sono i piani di EnelX che, a fronte di una tariffa al kWh leggermente superiore permettono una duttilità di utilizzo senza limitazioni temporali.
Fate comunque attenzione a valutare bene i vari pacchetti perché, una volta terminata la propria disponibilità mensile di energia il resto si paga alle condizioni che già vi abbiamo indicato, a seconda del contratto.
La soluzione a cui possiamo pensare è, se si utilizza spesso la rete pubblica per ricaricare la propria auto elettrica, di sottoscrivere il piano di abbonamento che più si aggrada e poi utilizzare un secondo piano ricaricabile, magari alle condizioni vantaggiose descritte nel paragrafo precedente, per ricaricare una volta terminato il proprio plafond di energia a disposizione.

E gli altri operatori di ricarica?!?

Ovviamente esistono anche altri operatori di ricarica che, però, non abbiamo preso in considerazione in quanto non tutti garantiscono la piena interoperabilità con i tre CPO2 descritti all’inizio di questo articolo e, nello specifico, EnelX, Duferco e EvWay, le loro tariffe sono molto simili a quelle già descritte e, di solito, non permettono la sottoscrizione di abbonamenti estremamente vantaggiosi per l’utenza privata.

Quanto costa una Card RFID

E’ possibile gestire le sessioni di ricarica, oltre che con l’applicazione sul proprio smartphone, anche con una card RFID (Radio Frequency Identification) cosi da poter effettuare la ricarica in modo più semplice, con l’unica operazione di avvicinare la propria card alla struttura di ricarica.
I vari operatori citati permettono di acquistare la propria card alle seguenti condizioni:
EnelX: acquisto tramite app al costo di €16,00;
Duferco: se si sottoscrive un contratto di abbonamento o si effettua una ricarica la prima card è gratuita;
Nextcharge: La card viene rilasciata gratuitamente se si effettua una ricarica nel wallet dell’app;
Evway: il KeyFob, la card a forma di portachiave, viene venduto al costo di €9,90 oppure a €19,90 in cui è compresa una ricarica di 1500 coccinelle (pari a €15,00 di credito)

Conclusioni

Destreggiarsi nel mondo della ricarica pubblica, come avete potuto capire da questo (lungo) articolo non è così semplice ma, con un po’ di attenzione e facendo le giuste scelte si può riuscire a risparmiare anche utilizzando le stazioni di ricarica pubblica se si è impossibilitati a caricare il proprio veicolo totalmente presso la propria abitazione utilizzando le tariffe domestiche o, meglio ancora, il proprio impianto fotovoltaico.

Note:
1- MSP = Mobility Service Provider: Azienda che gestisce i servizi di ricarica tramite app o card RFID
2- CPO = Charging Point Operator: Azienda che gestisce, installa ed effettua la manutenzione sulle strutture di ricarica.

3 pensieri su “La ricarica pubblica: costi, promozioni e vantaggi”

  1. Ottimo articolo, complimenti. Utile soprattutto a chi si vede costretto a caricare molto fuori casa, sai per mancanza di un proprio garage che perché si sposta oltre il proprio range.
    Nel primo caso le ricarica in AC possono supplire, nel secondo sono soprattutto quelle fast ad essere più interessanti. Un fattore determinante, in quest’ultimo caso, è la diffusione territoriale, vista l’attuale penuria di FAST.

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  2. Sull’abbonamento di Enel scrivi “possibilità di ricaricare presso le strutture AC e DC FINO A 50 KW”
    Ma nelle condizioni di Enel non è riportata da nessuna parte questa limitazione.

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    1. Al momento della redazione di questo articolo nei termini contrattuali era prevista questa clausola, controllando ora questa è stata rimossa. Grazie per l’informazione, abbiamo modificato la parte interessata.

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